
Quando erediti un immobile, soprattutto in una città lontana da dove vivi o insieme ad altri eredi con sensibilità diverse dalle tue, ti rendi conto in fretta che vendere una casa ricevuta in eredità non assomiglia per nulla a vendere la tua abitazione. Cambiano i tempi, cambiano i documenti, cambiano gli interlocutori. Cambiano soprattutto le trappole, alcune delle quali emergono solo dopo i primi passi.
In questa guida ti accompagniamo dall'apertura della successione fino al rogito di vendita: i passaggi obbligatori, i tempi attesi e le complicazioni più frequenti, dai documenti irregolari alle situazioni in cui i coeredi non si trovano d'accordo. Non c'è una via universale, ma sapere cosa aspettarti aiuta a evitare gli errori più costosi.
- 01Dichiarazione di successioneEntro 12 mesi dalla morte
- 02Voltura catastaleAggiorni il catasto a tuo nome (2-4 settimane)
- 03Verifica della documentazionePlanimetrie, APE, ipoteche, agibilità
- 04imposteSuccessione, IMU, plusvalenza (spesso esente)
Prima di tutto: accettare o rinunciare all'eredità
Prima di fare qualsiasi cosa con un immobile ereditato, devi decidere se accettare l'eredità. Accettare significa farsi carico anche dei debiti del defunto, non solo dei beni.
Come fare: Puoi accettare l'eredità in modo espresso (dichiarazione dal notaio) o tacito (comportandoti come erede, ad esempio pagando le utenze dell'immobile). Puoi anche accettare con beneficio d'inventario, che limita la tua responsabilità per i debiti del defunto al valore dei beni ereditati.
Termine: Hai 10 anni per accettare o rinunciare, ma alcuni diritti si prescrivono prima. In pratica, è meglio muoversi entro 3-6 mesi dall'apertura della successione.
Step 1: La dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è il documento fiscale che notifica all'Agenzia delle Entrate il trasferimento dei beni del defunto agli eredi. Va presentata entro 12 mesi dalla data di morte.
Chi la presenta: In genere uno degli eredi, ma vale per tutti.
Dove: Online tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate (servizio dichiarazione di successione online) oppure tramite un CAF, notaio o commercialista.
Documenti necessari per la dichiarazione:
Certificato di morte del defunto
Documenti d'identità di tutti gli eredi
Testamento (se esiste) o documentazione del grado di parentela
Atti di proprietà degli immobili da dichiarare (visura catastale, rogito di acquisto originale)
Codice fiscale del defunto
Costo: L'imposta di successione dipende dal grado di parentela e dal valore dei beni. Tra coniuge e figli, la franchigia è di 1.000.000 € per erede: sotto quella soglia non si paga nulla. Per fratelli e sorelle, la franchigia è 100.000 €. Per parenti più lontani o terzi, le aliquote sono più alte.
Step 2: La voltura catastale
Dopo la dichiarazione di successione, devi aggiornare il catasto per registrare il tuo nome come proprietario dell'immobile. Questo si chiama "voltura catastale".
La voltura è necessaria per poter vendere l'immobile: un immobile non catastalmente intestato a te non può essere trasferito.
Come fare: La voltura si presenta alla Conservatoria. In molti casi, il notaio che ha gestito la dichiarazione di successione la presenta contestualmente. In altri casi, va richiesta separatamente all'Agenzia delle Entrate.
Tempi: 2-4 settimane per la registrazione.
Costo: Le imposte e i bolli effettivi per la voltura catastale sono di circa €55 per immobile (tributo speciale catastale + bolli). L'importo di €200-300 talvolta citato non è il costo tributario ma l'eventuale parcella del professionista (commercialista o geometra) che si occupa della pratica per conto degli eredi.
Step 3: Verifica della documentazione dell'immobile
Prima di mettere in vendita l'immobile, verifica che tutta la documentazione sia in ordine. Un immobile con documentazione irregolare non può essere venduto, o può essere venduto solo con complicazioni che causano ritardi e abbassano il prezzo.
Documenti da verificare
Planimetria catastale: Deve corrispondere allo stato reale dell'immobile. Se il defunto aveva fatto modifiche (tramezzi spostati, porte murate, box trasformato in locale) senza aggiornare il catasto, prima di vendere bisogna sanare.
Certificato di abitabilità/agibilità: Deve essere presente. Se manca, si può vendere ma l'acquirente deve essere espressamente informato.
APE (Attestato di Prestazione Energetica): Obbligatorio per la vendita. Va richiesto a un tecnico abilitato (circa 150-300 euro).
Visura ipotecaria: Verifica se sull'immobile gravano ipoteche, pignoramenti o altri vincoli. Un'ipoteca non estinta blocca la vendita.
Step 4: L'imposta sulla successione e le imposte dovute
Prima di vedere i proventi della vendita, ci sono alcune imposte da considerare:
Imposta di successione: Come detto, per il nucleo familiare stretto spesso è zero (grazie alle franchigie). Ma va dichiarata.
IMU: Dal momento in cui sei formalmente erede, devi pagare l'IMU sull'immobile ereditato (a meno che non sia la tua abitazione principale). L'aliquota media è del 9-10 per mille del valore catastale rivalutato.
Tasse sulla plusvalenza (vendita): Gli immobili acquisiti per successione sono esenti da plusvalenza ai sensi dell'art. 67 TUIR, indipendentemente dal tempo trascorso dall'acquisto del defunto. La successione interrompe il quinquennio: anche se il defunto aveva comprato la casa pochi mesi prima di morire, l'erede che la rivende non paga IRPEF sulla plusvalenza. La principale eccezione riguarda i terreni edificabili ereditati, per i quali la plusvalenza è tassabile (con regole di calcolo specifiche sul valore dichiarato in successione). Per casi misti o particolari, conviene comunque consultare un commercialista.
La situazione più complicata: più eredi, idee diverse
Il caso più frequente, e più difficile, è quando ci sono più eredi e non tutti vogliono vendere, o non concordano sul prezzo.
Scenario A
Tutti d'accordo a vendere. La soluzione è semplice: si nomina un rappresentante comune (o si agisce tutti insieme) e si procede normalmente. Attenzione: al rogito devono essere presenti tutti gli eredi (o i loro delegati con procura notarile).
Scenario B
Uno vuole vendere, gli altri no. Qui iniziano i problemi. Non puoi vendere la tua quota senza il consenso degli altri. Le opzioni sono:
Cercare un accordo bonario, magari con l'aiuto di un mediatore;
Aspettare che la situazione si sblocchi;
Procedere con lo scioglimento della comunione ereditaria tramite tribunale: la durata media del contenzioso civile in Italia per questo tipo di causa è di 4-7 anni, con costi legali significativi e l'incognita della vendita all'asta del bene se non si trova un accordo
Una via alternativa, sempre più usata, è la cessione della propria quota a un soggetto che acquista direttamente le quote indivise: chi vuole uscire monetizza, chi resta gestisce la quota residua o si confronta con il nuovo proprietario.
Scenario C
Gli eredi non si trovano o non si conoscono. Succede nelle successioni complesse o per immobili di parenti lontani. Un legale può aiutare nella ricerca degli eredi e nella gestione della comunione. Quando alcuni coeredi sono dispersi o non rintracciabili nei tempi utili, può essere utile rivolgersi a operatori specializzati in eredità complesse: Homingo, ad esempio, acquista anche quote indivise e gestisce internamente la procedura di coordinamento tra coeredi, offrendo un'uscita rapida a chi non vuole o non può attendere il consenso unanime.
Se ci sono disaccordi tra eredi, l'intervento di un notaio o mediatore nelle fasi iniziali risparmia spesso anni di conflitti. Il costo di un mediatore è di gran lunga inferiore al costo di un contenzioso civile.
I tempi reali: cosa aspettarsi
Una vendita di immobile ereditato senza complicazioni (un solo erede, documenti in ordine, immobile libero) richiede:
Dichiarazione di successione: 1-2 mesi;
Voltura catastale: 2-4 settimane;
Regolarizzazione documentazione: 1-3 mesi (se necessaria);
Ricerca acquirente sul mercato: 3-9 mesi (a seconda del mercato locale);
Dal compromesso al rogito: 1-3 mesi.
Totale minimo: 6-8 mesi dalla data di morte a incassare i soldi della vendita.
Una via alternativa: la vendita a un iBuyer
Per chi ha esigenze di tempi più rapidi — perché la liquidità serve per pagare le imposte di successione entro i dodici mesi, perché i coeredi vogliono chiudere la pratica in tempi definiti, o semplicemente perché l'idea di gestire mesi di trattative non è praticabile — il modello iBuyer rappresenta un'alternativa concreta alla vendita tradizionale. Il processo si articola in pochi passaggi: una valutazione preliminare in tempi rapidi, un sopralluogo, un'offerta vincolante e, in caso di accettazione, un rogito tipicamente entro 30 giorni. Non ci sono agenzie da pagare, né periodi prolungati di attesa sul mercato.
Un punto da chiarire: il prezzo offerto da un iBuyer è normalmente inferiore al massimo teorico ottenibile sul mercato libero in tempi più lunghi. È un trade-off concreto, in cui scambi qualche punto percentuale di prezzo in cambio della certezza dei tempi. L'assenza di trattative multiple e, nelle situazioni ereditarie, la possibilità di formulare un'offerta unica e vincolante per tutti gli eredi, semplificano la decisione collettiva. Quando questo trade-off pende a favore della certezza, l'iBuyer è l'opzione più razionale; quando hai tempo e l'immobile è in zona richiesta, conviene la via tradizionale.
FAQ
Per chi sta gestendo un'eredità immobiliare e vuole valutare anche la strada dell'acquisto diretto, il primo passo è verificare se l'immobile rientra nei criteri di acquisto Homingo — la valutazione preliminare è gratuita e non vincolante.
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