Dichiarazione di successione: tempi, costi e cosa fare prima di vendere
Torna al blog
Eredità & Successioni18 giugno 2026·10 min di lettura

Dichiarazione di successione: tempi, costi e cosa fare prima di vendere

Quando in famiglia viene a mancare qualcuno e tra i beni lasciati c'è una casa, ci si ritrova a gestire pratiche che nessuno aveva mai affrontato prima. In quei mesi la prima vera scadenza burocratica non è la decisione su cosa fare dell'immobile (venderlo, tenerlo, dividerlo tra eredi), ma un adempimento fiscale specifico: la dichiarazione di successione. È un atto obbligatorio davanti all'Agenzia delle Entrate, con un termine preciso (dodici mesi dal decesso) e sanzioni pesanti per chi lo trascura.

La procedura, presa per tempo, è gestibile. In questa guida ti spieghiamo cos'è la dichiarazione di successione, chi è obbligato a presentarla, entro quando, dove, con quali documenti, quanto costa farsi assistere da un professionista e perché questa pratica è il prerequisito di qualsiasi vendita dell'immobile ereditato.

Dati chiave

Dato

Etichetta

Dettaglio

12 mesi

termine

dalla data del decesso

120%

sanzione

omessa dichiarazione (D.Lgs. 87/2024)

115,5

coefficiente

valore catastale prima casa


Cos'è la dichiarazione di successione

È un atto fiscale con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate la composizione del patrimonio del defunto e la sua devoluzione.

Non è un atto di accettazione dell'eredità (quella è regolata dal codice civile, artt. 470 e seguenti), ma è il presupposto per:

  • pagare le imposte di successione, ipotecaria e catastale dovute

  • ottenere la voltura catastale degli immobili

  • poter disporre dei beni (vendita, ipoteca, donazione)

  • sbloccare conti correnti e investimenti del defunto

Senza dichiarazione registrata, banche, notai e Agenzia delle Entrate non procedono.


Chi è obbligato a presentarla

Secondo l'Agenzia delle Entrate, sono obbligati:

  • gli eredi e i legatari

  • i chiamati all'eredità che ne abbiano il possesso

  • gli amministratori dell'eredità e i curatori delle eredità giacenti

  • gli esecutori testamentari

  • i trust beneficiari (in alcuni casi)

Basta che uno solo degli obbligati la presenti per liberare gli altri. In pratica, di solito se ne occupa un erede per conto di tutti, o un professionista per conto della famiglia.

Quando NON è obbligatoria

L'Agenzia delle Entrate prevede esoneri per casi specifici, in particolare quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo ereditario non supera €100.000 e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.


Scadenza: 12 mesi (e cosa succede se sfori)

In casi particolari (eredità giacente, nascituro, accettazione con beneficio di inventario) il termine decorre da una data successiva.

Sanzioni per ritardo o omissione

Secondo la normativa vigente (D.Lgs. 346/1990 e successive modifiche):

Violazione

Sanzione

Omessa dichiarazione

120% dell'imposta dovuta (minimo €250)

Dichiarazione tardiva entro 30 giorni

45% dell'imposta dovuta (minimo €150)

Dichiarazione infedele

80% della maggiore imposta

Errori formali senza danno per l'erario

sanzione fissa ridotta

Valori aggiornati a seguito del D.Lgs. 87/2024 (riforma del sistema sanzionatorio tributario), in vigore dal 1° settembre 2024 per le violazioni commesse a partire da tale data. Le percentuali sono fisse, non più variabili in forbice come nella disciplina previgente.

Il ravvedimento operoso permette di ridurre fortemente le sanzioni se ti regolarizzi prima che l'accertamento parta. La riduzione dipende dal momento in cui presenti la dichiarazione tardiva.

In pratica: meglio presentarla in ritardo che non presentarla affatto.

Come ridurre le sanzioni: il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997) consente di regolarizzare la posizione prima che l'Agenzia delle Entrate avvii formalmente un accertamento, beneficiando di riduzioni significative sulla sanzione applicabile.

Le aliquote di riduzione variano in funzione del tempo trascorso dalla scadenza:

Timing dalla scadenza

Riduzione sanzione

Riferimento normativo

Entro 30 giorni

1/10 della sanzione minima

Art. 13, c. 1, lett. a, D.Lgs. 472/97

Entro 90 giorni

1/9 della sanzione minima

lett. a-bis

Entro 1 anno

1/8 della sanzione minima

lett. b

Entro 2 anni

1/7 della sanzione minima

lett. b-bis

Oltre 2 anni

1/6 della sanzione minima

lett. b-ter

Dopo notifica controllo

1/5 della sanzione minima

lett. b-quater

Per la dichiarazione di successione, dopo il D.Lgs. 87/2024 la sanzione fissa per omissione è 120% dell'imposta dovuta. Con ravvedimento entro 30 giorni quella percentuale scende a circa il 12%, una differenza sostanziale. Dopo i 2 anni si paga comunque molto meno dell'irrogazione piena da accertamento.

Al momento della regolarizzazione vanno corrisposti anche gli interessi legali maturati sulla maggiore imposta, calcolati al tasso vigente (fissato annualmente con DM MEF) per i giorni di ritardo.

Ogni settimana di ritardo non giustificato aumenta il costo. Se ti trovi in questa situazione, agisci subito e fatti assistere da un commercialista o notaio per calcolare l'esatto importo dovuto prima di presentare.


Dove e come si presenta

La presentazione è telematica, tramite il software "SuccessioniOnLine" disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, oppure tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista, notaio, avvocato).

La presentazione cartacea presso uno sportello territoriale è ancora possibile in casi residuali, ma è la via dei rari.

Successione con testamento: il passaggio preliminare

Se la persona che hai perso ha lasciato un testamento, c'è un adempimento obbligatorio prima della dichiarazione di successione: la pubblicazione notarile del testamento.

  • Il testamento olografo (scritto, datato e firmato interamente a mano dal testatore) deve essere depositato e pubblicato da un notaio ex art. 620 c.c. prima di produrre effetti giuridici.

  • Il testamento per atto pubblico è già rogitato da un notaio: la pubblicazione avviene automaticamente all'apertura della successione.

  • Il testamento segreto (scritto dal testatore e consegnato chiuso al notaio) segue una procedura di apertura e pubblicazione ex art. 621 c.c.

Tempi tipici per la pubblicazione: 1–3 settimane dal deposito, a seconda del notaio e del carico di lavoro. Solo dopo avere la copia del testamento pubblicato, quella copia entra tra i documenti allegati alla dichiarazione di successione.

Se il testamento è contestato da uno o più eredi (per vizi formali, incapacità del testatore, lesione di legittima), la situazione si complica: la dichiarazione può comunque essere presentata nei termini per evitare sanzioni, ma le quote devono rispecchiare la situazione giuridica in atto. In questo caso è indispensabile il supporto di un notaio o di un legale.

Documenti necessari

Categoria

Documento

Defunto

Certificato di morte, codice fiscale, ultima dichiarazione dei redditi

Eredi

Documenti d'identità, codici fiscali, autocertificazione di parentela / albero genealogico

Eventuale testamento

Pubblicazione notarile del testamento

Immobili

Visure catastali aggiornate, atti di provenienza, planimetrie

Conti / titoli

Saldo banca al giorno del decesso, dossier titoli, polizze

Passività

Documenti di debiti, spese mediche ultimi 6 mesi, spese funerarie

Donazioni precedenti

Atti di donazione del defunto agli eredi (rilevanti per franchigia)

Il valore degli immobili da indicare è il valore catastale rivalutato, non quello di mercato. Il calcolo parte dalla rendita catastale rivalutata del 5% e si moltiplica per il coefficiente di legge:

  • 115,5 per la prima casa (fabbricato abitativo con i requisiti prima casa)

  • 126 per gli altri fabbricati abitativi e relative pertinenze

  • 63 per gli uffici e studi privati (categoria A/10)

  • coefficienti specifici si applicano poi a negozi, terreni agricoli ed edificabili.


Costi: chi assistere e quanto si spende

  1. 01
    Da soli
    Possibile se la situazione è semplice (un erede, pochi beni, nessun testamento). Ma il software è poco amichevole e gli errori formali sono comuni. Costo: solo le imposte dovute (e i bolli/registro: tipicamente alcune decine di euro).
  2. 02
    Tramite CAF
    I CAF assistono nella compilazione e invio. Costo tipico: €200–€500 secondo complessità.
  3. 03
    Commercialista o notaio
    Indicato per eredità complesse (più immobili, partecipazioni, debiti, eredi in disaccordo). Costo tipico: €500–€1.500, oltre per situazioni particolari (donazioni precedenti, immobili in più comuni, contenziosi).

A questi importi vanno sommate le imposte di successione, ipotecaria e catastale, che sono variabili in base a parentela, franchigie e valore catastale dei beni. Per i dettagli, abbiamo scritto una guida specifica sulle tasse di successione 2026.


Voltura catastale: il passaggio successivo

Dopo la dichiarazione di successione, devi aggiornare il catasto.

→ Termine: 30 giorni dalla registrazione della successione

→ Spesso è automatica se richiesta in dichiarazione (procedura "voltura automatica")

→ Costo amministrativo: ~€55 per immobile

Senza catasto aggiornato, il notaio non può fare il rogito di vendita. È il blocco più frequente nelle vendite di case ereditate. Per approfondire i passi pratici, abbiamo dedicato una guida alla voltura catastale.


Cosa serve per vendere DOPO la successione

Una volta presentata la successione e completata la voltura, per vendere l'immobile servono:

  • copia della dichiarazione di successione registrata

  • visura catastale aggiornata con i nuovi intestatari

  • atto di provenienza del defunto (rogito originario)

  • APE (Attestato di Prestazione Energetica) in corso di validità

  • planimetria catastale conforme allo stato di fatto

  • documentazione urbanistica (concessioni, abitabilità, eventuali condoni)

Se l'immobile è in comproprietà tra più eredi, servono i documenti di tutti per il rogito.


FAQ


Conclusione

La dichiarazione di successione non è opzionale e rimandarla non conviene: è il passaggio che sblocca ogni mossa successiva sull'immobile ereditato. Quando la situazione ha anche una minima complessità, affidarla a un professionista è quasi sempre la scelta più razionale: il costo dell'assistenza è inferiore a quello di una sanzione o di un rogito bloccato all'ultimo.

Risolto il fiscale, resta la decisione vera: tenere l'immobile o venderlo. Le complicazioni più frequenti sono i disaccordi tra eredi sul prezzo, i coeredi residenti in città diverse e la pressione dei dodici mesi per pagare le imposte. Senza liquidità in famiglia, vendere entro la scadenza diventa spesso l'unica via.

Qui soluzioni come Homingo possono essere un'opzione concreta: offerta unica e vincolante per tutti gli eredi, rogito tipicamente entro 30 giorni e deleghe gestite anche quando i coeredi sono lontani. Il prezzo di un iBuyer è di norma inferiore al mercato libero in tempi lunghi: è un trade-off da pesare caso per caso, scambiando qualche punto di prezzo con tempi certi e zero gestione.

Una valutazione preliminare di Homingo è il punto di partenza per ogni decisione tra eredi. Variante: Prima di decidere se tenere o vendere, scopri quanto vale l'immobile: la valutazione di Homingo è gratuita e senza impegno.

Scopri quanto vale l'immobile ereditato

Altri articoli dal blog